martedì 14 febbraio 2017

Torta semifreddo con mousse al cioccolato e croccantino di nocciole

Sto scrivendo un post per San Valentino. Io. E sto pure pubblicando un dolce, con la cioccolata!
In ogni caso non ho intenzione di scrivere un post sdolcinato e romantico, e poi comunque ormai sono anche in ritardo per poterlo suggerire come possibile idea per eventuali festeggiamenti, quindi molto probabilmente il mio insolito essere a tema verrà comunque scusato con l'essere fuori tempo massimo.


Sincera son sempre stata sincera, non son mai stata una di quelle che buttano letame su questa ricorrenza per il semplice e solo fatto di non aver nessuno con cui festeggiarla. Fa tanto volpe che non arriva all'uva e non è una cosa che mi si addice. Anche da single non ho mai fatto mancare il cioccolatino a forma di cuore alla mia amica, o qualcosa di speciale per me a colazione. Son stupidaggini, come la festa della donna o del papà, se tutto il resto dell'anno tratti la tua compagna con poca considerazione o non parli con tuo padre se non per gli auguri di Natale, ma in ambito di una relazione che funziona (con tutti gli alti e bassi per l'amor di dio), in cui non ci si mette limitazioni di sorta nell'espressione quotidiana dei propri sentimenti, non mi sembra una così brutta idea un'uscita a cena o un pensiero fatto col cuore.
Se poi, il 23 di Aprile per dire, mentre sono in giro vedo una cosa che mi fa pensare a lui e penso che potrebbe piacergli gliela prendo, non aspetto certo che sia un giorno in cui qualcuno mi dice che devo fargli un regalo. Idem preparargli un dolce, o proporgli di fare una cosa carina insieme. Ma se c'è un giorno in più in cui ci è "permesso" regalarci dei momenti solo per noi non vedo perchè non approfittarne.
Fatta questa premessa, questa torta non l'avevo preparata minimamente per San Valentino (e in verità l'ho anche fatta più per me, che purtroppo l'amore per i dolci non è una delle cose che abbiamo in comune) ma per una semplice cena della domenica, pensando che però per un anno avrei anche potuto essere in linea col resto del web e pubblicare la ricetta in questa occasione.





L'ho pensata perchè ci fosse tutto quello che mi piaceva, tanto cioccolato nella farcitura, nocciole e fiocchi d'avena nella base, poco dolce e con davvero pochi ingredienti, e ha perfettamente soddisfatto le aspettative. Poi sono mi sono accorta che è molto simile a un'altra che avevo fatto per un mio compleanno, di cui però non mi sono ricordata se non a cose fatte. E se non mi bastavano le conferme che il lupo perde il pelo ma non il vizio sono andata anche a riguardare se avevo pubblicato qualcosa per S. Valentino lo scorso anno e ho visto che, il giorno successivo, mi ero preparata questi tartufini, sempre cioccolato e nocciole. Tra tutte le cose che mi si possono dire, il non essere coerente con me stessa non è sicuramente una di queste!:D
Ovviamente, e ci tengo a dirlo, questo dolcino è più che valido anche per la giornata di domani, per regalarvi un puro atto di cioccoamore <3



martedì 31 gennaio 2017

Pumpkin oatmeal chocolate chip cookies. Post *quasi* polemico ma con lieto fine.

Nonostante tra i buoni propositi per l'anno nuovo ci fosse quello di aggiornare con più frequenza, mi ritrovo con una pessima media di un paio di post al mese. Avevo persino in mente dei cambiamenti per il blog che a questo punto, onestamente, non so se valga più la pena intraprendere.
Mi ritrovo a pensare spesso ultimamente se abbia ancora senso tenere un blog, non in quanto Peanut ma anche solo in qualità di "foodblogger". Negli ultimi tempi mi sembra di aver assistito a un calo dell'entusiasmo per questo mondo e ciò che lo circonda, sia da parte dei visitatori che dalle blogger in primis: persone che prima aggiornavano con costanza e frequenza vanno avanti un po' a fatica, chi dichiaratamente e chi meno, con post sporadici quanto i miei. I commenti sono calati un po' ovunque; a volte mi capita di vedere ricette che mi sembrano interessantissime e scorrendo la pagina mi stupisco nel vedere che non si contano più di 4-5 tracce di un passaggio. Per quanto riguarda strettamente me le visite un po' languono: non sono mai stata (per mia colpa o per mio merito, questo dipende dai punti di vista) chissà quale grande spammer e mi sono sempre fatta qualche remora a pubblicizzare, ma dato che questo non è cambiato nel corso degli anni stento a considerarla in tutto e per tutto una mia mancanza.
Penso di non sbagliarmi se dico anche che nell'ultimo anno ne ho visti sorgere pochi, di nuovi blog.
Forse è il caso di rassegnarsi al fatto che passato il boom dello scorso decennio, il fenomeno è ormai al tramonto.
Ora sembrano andare per la maggiore i grandi portali di ricette, dove niente si racconta di sè ma ciò che conta è la lista degli ingredienti e la spiegazione della ricetta: entri, cerchi tra le categorie scorrendo frettolosamente i risultati, scegli, segni la ricetta e bon. Anche l'immediatezza delle pagine facebook o instagram in cui in dieci righe viene snocciolata la ricetta ha fatto diventare vano ogni sforzo di introspezione e racconto di sè.
Anche i blog che fanno del loro forte la fotografia mi sembrano un chiaro segno che l'interesse per la centralità del cibo e del racconto intorno ad esso sia scemato: molto spesso il piatto che dovrebbe essere protagonista è talmente camuffato tra fiori, animali domestici e autoritratti che non si capisce neanche più cosa si dovrebbe mangiare. A volte mi viene da chiedermi: ma non era un foodblog una volta questo?


Siamo divisi tra l'ostentazione e il virtuosismo alle stelle di alcuni blog e la funzionalità estrema e la conseguente impersonalità di altri siti che forse non c'è più molto spazio per chi è rimasto a grandi linee sempre uguale a se stesso negli anni, se non nei contenuti (che appunto, però, contano sempre meno).
Anche se non ci sono stati eclatanti cambiamenti a livello di grafica, non ho scritto libri, non sono finita su nessuna rivista, non ho cominciato a fare video con sottofondi musicali credo i miei avanzamenti a livello di qualità di ricette pubblicate di averli fatti, pur restando sempre...me.



Credo che ogni blog (e blogger) si sia trovato a un certo punto davanti a due strade, rimanere fermo (e coerente?) conoscendo le ripercussioni che ne sarebbero derivate oppure conformarsi a ciò che va per la maggiore perdendo talvolta di autenticità e singolarità.
E forse questa dei blog è infondo una nuda e cruda metafora di come è spesso difficile mantenersi fedeli al proprio io nel mondo là fuori, nel campo lavorativo, nelle relazioni sociali.
Ecco, è una cosa che negli altri ambiti ho voluto lasciare sempre ben distante da me e mi infastidisce dovermici trovare alle prese adesso per un blog.

Questo è un post che non ha conclusione, non ha risposta e non ha risoluzione, se non la ricetta.
Perchè per me ha ancora valore e importanza soffermarmi a parlare del cibo, e spero che qualcuno abbia ancora piacere a leggerne.



I biscotti sono per me uno dei comfort food per eccellenza quando l'umore è grigio, col tè il pomeriggio o per accompagnare una tazza di latte caldo la sera. La presenza del cioccolato, per avere un effetto ulteriormente distensivo è fondamentale.
Piccole gocce croccanti che si fanno cercare per allietare ancora di più il morso. E la zucca, altro cibo di conforto che sia sotto forma di crema o semplicemente arrostita con qualche spezia si unisce per rendere questi chocolate chip cookies qualcosa che, se non risolve completamente tutti i problemi, ti dà una spintarella in più per affrontarli col sorriso:)



giovedì 12 gennaio 2017

Qualcosa sul Belgio e un hummus con le gocce di cioccolato (aka Chocolate chip cookie dough hummus)

Ed eccoci di nuovo alla normalità, chi è tornato a lavoro, chi sui banchi, chi, come me, a non fare beatamente un cappero.
Per quanto mi riguarda mi sono lasciata un 2016 bello denso alle spalle, per certi versi pesante, per altri pieno di novità, di cambiamenti di rotta clamorosi e talvolta inaspettati, di decisioni importanti, di prime volte. La scoperta di amicizie reali e profonde, il primo aereo da sola, qualche "abbandono" doloroso, la rivalutazione di alcune persone, colpi di testa letterali e figurati, la laurea, finalmente, l'Amore, quello vero. Ma se tra tutto quello che ho fatto si può enumerare anche qualche "errore" di percorso, non mi pento assolutamente di nulla. Tutto capita esattamente quando deve capitare e per farti capire delle cose, non avrei determinate consapevolezze a questo punto e non sarei così fiera di quello che ho adesso se non avessi rischiato, anche per mia unica e sola responsabilità, di perderlo.


Ci sono stati anche dei viaggi, prima a Santorini e Ios, poi a Gran Canaria a trovare una persona che molto spesso vorrei che fosse più vicina, infine quello, purtroppo, che ha da poco avuto fine e che avrei voluto durasse ancora molto di più diviso tra Bruxelles, Anversa e Bruges.
Mi sono innamorata del Belgio nonostante il freddo di cui, ormai si sa, non sono per niente amante. Del suo vestirsi a festa durante il periodo Natalizio, dei suoi mercatini suggestivi, del vin brulè che molto spesso mi ha salvato la vita (e le mani congelate!), dell'architettura imponente (mi sono scoperta amante del gotico più di quanti pensassi), del cibo ovunque (literally, OVUNQUE!), dello stile di vita "healthy" (succhi e frullati sono largamente proposti, anche i posti dove mangiare vegetariano sono numerosi, si usa molto la bicicletta, gli orari di lavoro sono umani -forse anche un po' a scapito, questo va detto, dei turisti!). Non vi nascondo che sarebbe un paese dove potrei tranquillamente vivere.

Avrei voluto scrivere un post in cui recensire i posti in cui abbiamo mangiato (prima della partenza avevo fatto grandi ricerche e mi ero segnata così tanti posti da provare!), ma da sfigata quale risaputamente sono, per il periodo in cui siamo stati lì erano tutti chiusi, chi più chi meno, per la pausa invernale. Alcuni riaprivano il giorno in cui dovevamo ripartire, altri addirittura la settimana dopo quindi ci siamo dovuti arrangiare parecchio passando da un etnico all'altro. Indiano, messicano, libanese, etiope (questo, a dir la verità, è stata una piacevole scoperta e ci siamo tornati per ben due volte).
Abbiamo avuto fortuna soltanto ad Anversa, dove purtroppo siamo stati solo un giorno, in cui però siamo riusciti a fare sia pranzo che cena in locali completamente vegetariani.
Mi sento di consigliarvi entrambi, molto diversi come impostazione, ma che ci sono piaciuti molto.
Divers per il pranzo (chiude alle 17): luminoso localino situato appena fuori dalle vie principali con i negozi, particolare perchè si definisce "juice e smoothie bar" ma è stato forse il posto dove abbiamo mangiato di più (e meglio). Specializzato in smoothie bowls (e chi mi segue su instagram sa quanto le adori!) offriva oltre al menù standard anche proposte prettamente invernali per un totale di ben 9 diverse possibili ciotole (un sogno!) e una serie di toast (disponibili con pane di farro, chia, o senza glutine). Con una bowl - The Hulk per lui e Chocoholic per me (scelte che in entrambi i casi non avrebbero potuto essere diverse!:D) a testa e due mandate di Full Monty, toast con hummus e avocado (una combo che mai più senza) ci siamo alzati completamente pieni e soddisfatti.

Divers Antwerp

Divers Antwerp

A cena abbiamo invece mangiato a Wild, intimo ristorantino vegetariano e vegano gestito da due giovani ragazze della svizzera italiana (con cui abbiamo parlato amabilmente la nostra lingua). Propongono sia piatti innovativi e dagli abbinamenti curiosi che tradizionali reinventati. Anche qui hummus, e poi farinata ripiena di babaganoush e rosti di patate.



Non posso non fare breve menzione anche di Le Pain Quotidiencatena di ristoranti bio che si è espansa in vari paesi sia europei che non (ci ero già stata anche a Parigi) che offre sia piatti onnivori che una scelta non troppo limitata (se non per i dolci, sigh) di piatti vegani. Dovrete armarvi di pazienza perchè sono sempre straripanti e potrebbe anche capitarvi di fare un po' di coda, ma i loro piattoni colorati e sazianti si sapranno far perdonare. Anche qui siamo andati di toast (con uno spalmabile di anacardi da urlo e insalata di quinoa, lenticchie e varie salsine buone (tra cui l'ennesimo hummus) da spalmare sul loro pane a lievitazione naturale.



Come potete ben vedere, abbiamo mangiato poco hummus (e ho tralasciato di dire che non ci siamo fatti mancare la nostra dose nemmeno al libanese!).
C'è poco da fare, proprio come la cioccolata, non importa quanto ne mangi, non mi viene mai a noia.
Qualche tempo fa, ho voluto fare la pazzia. Unire le due cose. Ed è stata un'azione così folle? Assolutamente no. Il sapore dei ceci al naturale è piuttosto delicato e l'acero, insieme al burro di anacardi che è piuttosto dolce (sconsiglio il tahin per questa ricetta) elimina completamente ogni residuo di sapore leguminoso. Ciò che ne è derivato è stata una crema esageratamente avvolgente, in cui la morbidezza viene spezzata dal croccante delle gocce di cioccolato.
Mi vengono in mente un po' di usi che potete farne ma datemi retta, la migliore soluzione resta armarsi di ciotola e cucchiaio e darci dentro!



mercoledì 21 dicembre 2016

Cioccolato unica certezza nella vita. Brownies al cioccolato e nocciole con fagioli azuki.

Eccomi di nuovo, con tanto peso (metaforico, che a dicembre che altro si può pretedere) in meno e una laurea in più.
Vi risparmio i racconti di scleri pre discussione vari e drammi post discussione per feste che non ci sono state perché preferisco impiegare le mie energie mentali per concentrarmi sugli aspetti positivi ovvero che -per dirne un paio- non dovrò mai più studiare cose inutili che mi fanno addormentare, non dovrò più fare Firenze-Siena avanti e indietro e potrò al contrario rivolgemi a tutto ciò che fin'ora ho rimandato, prima cosa su tutte vedere se si riesce a prendere questa patente (anche quella, come la laurea, giusto più che altro per soddisfazione personale visto che non ho la minima intenzione di girare in macchina in città), imparare il Norvegese (almeno fintanto che non mi passa la fissazione), e varie e eventuali secondo l'ispirazione del momento.




Il fatto di non avere piani definiti è elettrizzante e spaventoso allo stesso tempo, non mi sento legata a programmi o a promesse, posso decidere di fare pressochè tutto quello che voglio in qualsiasi momento (denaro permettendo ovviamente) MA da persona poco propensa nonostante i mille discorsi a dare svolte clamorose alla propria esistenza, campionessa in procrastinazione e bisognosa di trasfusioni di coraggio e forse, pure un po' di incoscienza, ho paura che tutta questa libertà sarà la gabbia in cui mi ritroverò intrappolata.


Parecchie idee, più o meno fantasiose e realizzabili, poche sicurezze. A parte il cioccolato, unico e solo, a cui ho già dedicato in passato le più smielate parole d'amore ma che nonostante gli anni non smette di ispirarmi.
Visto che siamo in procinto di festeggiare il Natale (quest'anno, tra l'altro, essendo abbastanza occupata con altro, non me ne sono praticamente neanche accorta) e che molto probabilmente non ci saranno altri post prima del grande giorno, benché non sia una ricetta prettamente natalizia e non sia stata fatta con altri scopi se non la mia colazione, condivido questi brownies perchè trovo possano essere una buona idea come dolce da servire a fine pasto in uno dei pranzi/cene che ci aspettano nei prossimi giorni.


Avevo già provato una versione di brownies con i fagioli nell'impasto ma non mi avevano realmente soddisfatto, un po' per consistenza, un po' perchè il sapore era rimasto abbastanza "MEH", non cioccolatoso come lo volevo io. Questa invece, l'ho promossa a pieni voti. Pochissima farina, una buona dose di proteine e soprattutto un bel po' di grassissimi grassi (quelli buoni eh!) che sennò come fanno a darci soddisfazione <3


P.s. un consiglio però ve lo do: raddoppiate! Io per prova faccio sempre piccole dosi ma non c'è dubbio che la prossima volta saranno moltiplicate x 2